Io, te e il Rubicone…

il passaggio del rubicone La crisi del nono/decimo anno di nostro figlio è stata una grande sfida, ne parlo al passato anche se credo sia ancora in corso… o è l’inizio di un’altra? … Ora sono più serena, ci sono stati dei momenti di sconforto, di inquietudine e frustrazione che mi hanno portato ad affrontare un passaggio di consapevolezza personale importante. Andiamo per gradi… non è facile dare un momento di inizio a questo periodo …potrei farlo così:

c’era una volta un bambino felice, sereno e socievole … un giorno il suo sguardo inizia a cambiare… smette di essere adorante. Diviene critico nei nostri confronti  e ogni difetto o mancanza viene sottolineata, compare qualche parolaccia qua e là  e soprattutto ti ritrovi un cucciolo che non sai più come prendere …rifugge le coccole e esprime i suoi NO con toni decisi. Racconta delle bugie “stratosferiche” e appare impacciato nel rapporto con i pari o per opposto arriva alle mani, come mai prima. Diventa inaccessibile al dialogo, l’aspetto emotivo è amplificato e sembra scollegato dalle situazioni esterne… Questi comportamenti ci hanno disorientato…

Immaginiamo come stava lui…adolescente ragazzo

I nostri figli frequentano il progetto scuola Waldorf di Rodengo Saiano e la pedagogia Steineriana sottolinea che in questa età avviene un passaggio molto importante nel processo di identificazione di sé, definito del Rubicone.

Ho avuto la fortuna di partecipare ad una conferenza, a scuola, che trattava proprio questo tema e in quella occasione ho iniziato a capire cosa stava succedendo a mio figlio. Inoltre mi sono letta “ il nono anno” di Hermann Koelke, libro interessante e faticoso nello stesso tempo…e  ci stà, visto che siamo nel periodo degli opposti !

Lungi da me l’idea di riprendere l’infinità di concetti che si librointrecciano in questo libretto e che spaziano dal fisico allo spirituale. La filosofia di Rudolf Steiner è molto complessa e ricca di aspetti che si combinano con la sfera antropologica, psicologica e pedagogica in una avventura affascinante e difficilmente riassumibile.

Riprendo i punti che più mi hanno incuriosito e che mi sono stati utili. Il libro si sofferma anche sull’aspetto corporeo di questo cambiamento mettendo a confronto bambini di 5/7 anni a bambini di 9/10 anni, dimostrando come ai cambiamenti fisici (dimensioni testa/busto, dentizione) corrispondano cambiamenti interiori profondi che formeranno la persona. Dal punto di vista fisico ciò che mi ha colpito di più è stato sapere che i polmoni si espandono e il rapporto respiro e ritmo cardiaco si  avvicina a quello adulto, questa attività viene percepita, dal bambino, come movimento interiore, sente i propri sentimenti in modo più profondo, per la prima volta sente la propria interiorità. Questo corrisponde ad uno sconvolgimento emotivo non indifferente che si manifesta con la richiesta di maggiori attenzioni, la ritrovata paura del buio o di presenze sconosciute, il timore di essere soli al mondo, non amati e il formulare domande sulla propria identità, sulla morte e sul senso della vita. (e che domande! Alcune dirette ed esplicite… altre nascoste in un discorso apparentemente senza senso…)

Fino ai 9 anni il bambino vive nell’età dell’imitazione e si sente un tutt’uno con il mondo, poi esce dal “paradiso ” dell’infanzia e percepisce tutto intorno a sé come estraneo. In questa fase ha ancora più bisogno di sentire l’amore dei genitori anche se nello stesso tempo decorazione-albero-a-forma-di-cuoresembra respingerlo. Non si può più educare il bambino con l’imitazione, perché ora si deve formare una voce interiore che i genitori devono rafforzare. In questa fase i bambini cominciano a vedere i propri educatori in modo molto critico e riescono a cogliere ogni debolezza.

Sicuramente approfondire teoricamente il passaggio del nono anno è stato utile e affascinante, è servito anche a ricordare e rielaborare il mio … ma ciò che ha vissuto Nicola è stato il SUO passaggio del Rubicone e noi abbiamo fatto il possibile, tra tentativi ed errori, per essere al suo fianco.

Come accennavo all’inizio per me è stato un periodo complesso, durato più di un anno, che ha portato alla luce i miei limiti e difetti. Inizialmente mi sono trovata in un vortice dove i suoi comportamenti, inaspettati, mettevano in discussione il mio ruolo di madre. Mi sono tuffata, per riemergere tante volte, nel mare dei dubbi e delle incertezze.

In un momento successivo mi sono ripresa usando la mia rabbia e frustrazione per fare un percorso di autoeducazione che mi ha aiutata a rigenerarmi e a cambiare prospettiva. Ora mi rendo, maggiormente, conto che è un essere in divenire e questo se da una parte mi chiede di reimpostare continuamente il tiro educativo, dall’altra voglio essere “scialla ” nel lasciarlo decollare…surf Ho imparato a ” surfare” sulle sue resistenze e anche sulle mie, mi sono concentrata sul presente lavorando sulle mie difficoltà, che i suoi rimandi amplificavano. Ho scelto un approccio più leggero, perdonando i miei errori, consapevole che sui sensi di colpa non si costruisce. Ho capito che è importante considerare la differenza di genere, anche nel rapporto madre/figlio. Ho elaborato le mie aspettative e vinto i miei timori per permettergli di vivere le sue esperienze. Ho vissuto questo lungo periodo con l’obiettivo di mantenere la relazione con lui tenendo il timone con il mio scomodo ruolo di educatrice. Mi sono tranquillizzata rispetto al fatto che quando c’è qualcosa che non va non è solo mia responsabilità, ma il ciclo della vita che si ripete. Accetto i miei scivoloni nei “predicozzi” interminabili e le difficoltà, a volte, nel gestire le mie emozioni, con l’obbiettivo di essere una mamma sufficientemente buona… Sono accanto a lui e so che imparerà “la vita dalla vita stessa”… Ora vedo la luce nel suo sguardo… la metamorfosi è all’opera!

Sicuramente queste poche righe non rendono l’idea dei vissuti legati alla sequenza degli eventi che hanno costruito un’ESPERIENZA…scrivere questo articolo fa parte del cammino che ho intrapreso, ha una funzione catartica per portare alla consapevolezza i nodi che si sono sciolti. L’intento è di condividere alcune riflessioni perché possanolavori in corso essere utili anche ad altri genitori per non sentirsi spiazzati e soli in questa missione. Credo profondamente che il confronto offra un sostegno anche emotivo che fa la differenza in momenti di crisi, perché possano divenire costruttivi.

I lavori sono ancora in corso, come è impensabile individuare l’inizio di un percorso di crescita, lo è altrettanto definire un termine!

 Nel frattempo suo fratello ha compiuto 9 anni … un altro Rubicone ci attende!!! faccina-confusa-300x295

 Lorena

2 pensieri su “Io, te e il Rubicone…

  1. grazie Lorena, bellissimo scritto! mi aiuta tanto sia a livello empatico che pratico!!
    …autoeducazione, sempre rimettere tutto in discussione…
    alla fine anche i problemi diventano delle occasioni!
    ..che belli i bambini!! anche quando …rubiconano!!!!

    • Grazie a te, Maddalena, del commento! Già… essere genitori è una grande palestra per la crescita personale!!!
      Buon allenamento!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *