Cambia il film!

bobinaEssere genitori è “l’attività” che più di ogni altra mi ha messo alla prova e mi ha aiutato a crescere.

Vorrei condividere quanto fin’ora mi è stato utile per gestire al meglio la mia missione educativa.

E’ stato necessario rivedere i miei riferimenti educativi interni, cioè gli schemi derivanti dai modelli che ho avuto nella mia vita (dai miei genitori, ma non solo…). Il passaggio più liberatorio (per me e per i miei figli) è stato quello di uscire dal tunnel dell’approccio “urlante”, del castigo, del fai ciò che ti dico…

Nel vivere questa esperienza è stato importante confrontarmi con atri genitori, osservare elibro aperto  ascoltare i miei figli, mantenermi aggiornata attraverso incontri formativi e “divorare” libri specifici.

Mi sono resa conto ben presto che alcune letture troppo teoriche e filosofeggianti mi facevano sentire incapace e quindi ho preferito dei testi (inseriti nella pagina “libri utili” del blog) che mi dessero dei consigli concreti che fossero in linea con il mio approccio, che pone il bambino al centro come un “essere” in divenire. Mi hanno intrigato sopratutto le letture e le esperienze che fossero orientate al positivo, a cercare delle soluzioni, più che a mortificare o riempire di sensi di colpa i miei interventi educativi!!!

Credo che, in estrema sintesi, abbiamo attraversato l’era dell’educazione fondata sulla paura, dove schiaffi e castighi regnavano (o regnano?) sovrani. Si è susseguita l’era del permissivismo, dove molto è permesso, senza buon senso. La struttura della famiglia è molto cambiata, dalle relazioni della famiglia patriarcale siamo  passati a relazioni complesse e diversificate. Internet  ha modificato il nostro modo di comunicare e di avere accesso alle informazioni e questo non sempre a favore delle relazioni interpersonali…

Ciò che mi tranquillizza è che il bambino ha sempre bisogno di divenire una PERSONA…

Ogni bambino è come una sorgente cristallina che gioiosa inizia un viaggio, a noi spetta il compito di essere le sponde di questo vivace fiume che scorre prorompente, che può anche straripare e tracciare nuovi percorsi…

E’ con questa premessa che organizzo incontri personali e di gruppo con i genitori

Durante le sessioni di coaching ho notato come sia complesso individuare un punto dal quale partire per trattare il delicato tema dell’educazione dei figli e ancora di più la relazione con loro.

Ho trovato utile, a volte, iniziare dai principi dell’educazione positiva tratti in particolare da uno dei libri di John Gray e in generale da altre fonti autorevoli, compresa la mia esperienza personale.

Eccoli:

  • è positivo che i figli siano diversi dai genitori
  • è positivo commettere errori
  • è positivo esprimere sentimenti negativi
  • è positivo volere di più
  • è positivo dire di no, ricordando che comandano mamma e papà

 

mamma che urlaVoglio parlartene riferendomi a una delle recenti sessioni di coaching con una mamma di  un bimbo di 7 anni in crisi “perchè mio figlio non mi ascolta … e quindi mi arrabbio … urlo … lui si spaventa, piange … mi sento in colpa … e stiamo male tutti e due”.

 

In un primo momento abbiamo approfondito teoricamente i diversi principi del metodo educativo positivo per dare un po’ di “cibo” alla mente razionale.

Nel passaggio successivo ho proposto una tecnica molto efficace, che fa parte del mio ampio bagaglio professionale come mental coach, con l’obiettivo di modificare la realtà soggettiva e quindi la percezione della situazione  che si era creata tra madre e figlio. Attraverso una visualizzazione, in uno stato di relax, ho ricostruito un film formato dalla sequenza degli episodi con il figlio che mi  aveva accennato.

Con un sottofondo musicale la mia voce la guidava a sedersi in una platea cinema-ciak-si-gira-colorato-300x300cinematografica, a prendere i comandi di quel filmato e a modificarlo: la sua voce è diventata quella di paperino, è stato proiettato in bianco e nero, al rallentatore e a velocità accelerata. Praticamente è diventato un’altro film, lo stato d’animo si è trasformato, passando dall’arrabbiatura e impotenza ad uno più divertito e rilassato. Questo ha favorito il passaggio successivo dove l’ho invitata, sempre attraverso l’immaginazione, ad indossare degli occhiali “magici” che le permettevano di osservare se stessa con il figlio, attraverso i principi dell’educazione positiva che in successione le proponevo.

connessioneRipetendo più volte questa sequenza la sua mente ha creato un’altra connessione.

Grande è il potere della nostra mente, che attende solo istruzioni mirate per poter trovare soluzioni! Abbiamo creato un “film” diverso dove ha potuto vedere da un’altra prospettiva e cogliere elementi utili per modificare la situazione.

 

Già in quell’incontro si sente più serena e possibilista…

Di seguito sintetizzo quanto mi ha inviato, via mail, il giorno dopo:

  • si è resa conto di quanto lei per prima ascoltasse poco il bambino;
  • ha individuato le sue aspettative nei confronti del figlio;
  • ha sperimentato quanto gli errori (suoi) servono per imparare altre strategie e quindi a crescere (la stessa cosa vale anche per il figlio);
  • ha accolto la propria rabbia e quella del figlio consapevole che ogni sentimento ha un suo motivo e non esistono sentimenti nobili e altri meno;
  • è un diritto, anche del bambino, dire di no e quando vuole di più o altro è da rispettare e guidare;
  • la necessità di distinguere l’autorità dall’autorevolezza;

Ha compreso, soprattutto, quanto il suo atteggiamento favorisca quello del figlio, questo vale sia in termini disfunzionali, ma anche (per fortuna!) il contrario!

Abbiamo, quindi, continuato le sessioni di coaching su un terreno fertile dove abbiamo seminato diverse strategie perché il SUO essere genitore potesse divenire un giardino colorato, con tante varietà di fiori!

Credo che non esista una ricetta per essere un buon genitore, ma ce ne siano molte e siano da sperimentare lasciandosi guidare dal proprio figlio… Buona visione!

coach è lui! 

E’ fondamentale partire da sé per innescare un processo di cambiamento. Se ti trovi in una situazione simile a quella raccontata, chiediti cosa puoi fare per ottenere un risultato funzionale, se la risposta non arriva contattami, la troveremo insieme.

Buona vita! 
Lorena

 

2 pensieri su “Cambia il film!

  1. Lorena cara che bell’articolo. Sono una fan della scuola/metodo attivo dove il bambino e’ riconosciuto come essere umano pensante e non come persona succube di un metodo educativo passivo…
    E’ responsabilita’ del genitore trovare il modo, tempo per comunicare con i propri figli in maniera costruttiva per tutti. Ben vengano i supporti come il tuo…
    Prevenire e’ meglio che curare…
    Un abbraccio
    Francesca Cassis

    • Ciao carissima,
      Sono completamente d’accordo con te “prevenire è meglio che curare” ! E’un’attività che non ha prezzo!

      un abbraccio
      Lorena

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